martedì 11 settembre 2012

Doolin - questa notte l'ho sognato


 
Ieri tornando a casa dall'Emilia sull'autostrada A13 per radio,
nonostante il caldo soffocante,
hanno trasmesso In un giorno di pioggia dei Modena City Ramblers.

 



Ogni volta che sento questa canzone dei Modena City Ramblers la associo ad un luogo ben preciso dell'Irlanda: Doolin.
Non sò perchè quel minuscolo villaggio mi abbia così affascinata,
spesso lo sogno e quando mi sveglio è come sia stata veramente lì tutta la notte,
mi vedo passeggiare lungo la strada che porta all'imbarco per le Isole Aran,
ma l'ultimo traghetto è ormai salpato e io aspetto il tramonto,
vicino alla Martello Tower.
 
 
Ehi zia Pao, la prossima volta andiamo a farci una partitina a golf al Rabbit Club.
ihihiihhihihi!!!
 
Buon compleanno.
 
Superiride and the Topols


domenica 2 settembre 2012

Angeli


In questi giorni a Venezia si stà svolgendo il Festival del Cinema,
ed ho iniziato a pensare a Wim Wenders, uno dei miei registi preferiti,
nel 1987 girò quel meraviglioso film dal titolo "Il cielo sopra Berlino",
poi nel 1993 girò il seguito "Così lontano così vicino".
 
Spulciando nel mio baule dei ricordi ho ritrovato alcune foto,
rigorosamente in bianco e nero,
 scattate alla Certosa di Bologna,
il cimitero monumentale della città,
che poi pubblicai su un foto-album.
 
Niente di lugubre o di macabro nonostante sia un cimitero,
ma un'atmosfera misteriosa e affascinante,
splendide statue, alcune di celebri scultori,
adornano le tombe di facoltose famiglie,
spesso sono Angeli, e che Angeli.
 

 
 
 
In Italia ci sono splendidi cimiteri da visitare:
il Monumentale di Milano,
Staglieno a Genova,
il cimitero inglese a Firenze e tanti altri.
 
Chi di voi andando a Parigi non ha fatto una capatina al cimitero di Pere Lachaise,
per vedere dove sono sepolti Chopin, Proust
oppure lasciato una rosa ad Oscar Wilde....
dimenticavo c'è anche Jim Morrison qui,
 
oppure a Londra a Highgate per vedere il mezzobusto di Karl Marx?
 
Se non lo avete ancora fatto,
metteteli nel vostro prossimo taccuino di viaggio,
come luoghi da visitare,
ne rimarrete incantati.
 
 
Voi,
voi che noi amiamo,
voi non ci vedete,
non ci sentite,
ci credete molto lontani
eppure siamo così vicini.
Siamo messaggeri che portano la vicinanza
a chi è lontano,
siamo messaggeri che portano la luce
a chi è nell'oscurità,
siamo messaggeri che portano la parola
a coloro che chiedono.
Noi siamo luce,
siamo i messaggeri.
Noi non siamo niente,
voi siete il nostro tutto.
Lasciateci vivere nei vostri occhi,
guardate il vostro mondo attraverso noi,
riconquistate insieme a noi
lo sguardo pieno d'amore,
allora noi
saremo vicini a voi
e voi
a Lui.
 
Così lontano così vicino - Wim Wenders 1993
 


Buon viaggio e buona settimana a tutti.
Angela

venerdì 31 agosto 2012

martedì 28 agosto 2012

Valle del Sarca

Appena dopo il Lago di Toblino s'incontra l'abitato di Sarche,
si gira verso sud sempre sulla statale 45 bis Gardesana Occidentale,
ecco che inizia la Valle del Sarca.
Arrivata qui, per me,
è come entrare in una macchina del tempo e tornare indietro di 40 anni in pochi secondi.
Fare quella strada a ritroso ...Pietramurata, la Centrale di Fies, la zona morenica delle Marocche,
uno sguardo in alto verso sinistra per ammirare il Castello di Drena, poi Dro e Ceniga,
già dal rettilineo si intravede in lontananza sulla destra la parte più alta del Castello di Arco
e al centro della valle il Monte Brione, che da qui, nasconde la visione del Lago di Garda.
Ho messo per la prima volta piede in questa Valle all'età di 4 anni e dopo 11 anni ci trasferimmo,
per me è stata ed è casa mia.
Ogni volta che ci ritorno mi viene la pelle d'oca,
è una sorta di pellegrinaggio nei luoghi della mia infanzia.
Questa vosta salto la visita parenti,
perchè sono alle prese con la raccolta delle prugne e delle prime mele,
anche perchè avevo promesso che sarei andata solo a trovare gli amici,
quindi il parentado aspetterà fino alla mia prossima visita a novembre.

da piccoli i nonni ci raccontavano che la roccia qui sopra raffigurava il profilo del pittore Giovanni Segantini, sarà vero?



sopra 'i olivi de San Martin'


sopra veduta del lago di Garda dal 'curvon de Nago'.

E' bellissimo sentire e riparlare in dialetto, 'el me dialet' , quello del Basso Sarca,
la mia amica Miriam mi dice che parlo un dialetto arcaico,
che non mi sono aggiornata, che certi termini non si usano più,
difatti io arrivo direttamente dal 1970. iihihiihihihihhi!!!

Un grazie particolare a Miriam e Alberto per la loro ospitalità,
e una grattatina dietro alle orecchie a tutti i loro cavalli.


 


Sigh!!! Già mi mancate.

Angela

giovedì 23 agosto 2012

Castel Toblino

 
tratto da
DIARIO DI UN SOGGIORNO A CASTEL TOBLINO - luglio e agosto 1855
Josef Vicktor von Scheffel
 
"Era un caldo pomeriggio d'estate" comincerebbe una novella vecchio stile, "quando due giovani sopra un modesto calessino imboccarono la polverosa strada maestra che s'inoltra tra i monti fiancheggianti la selvaggia valle del Sarca e che costituiscono gli ultimi contrafforti delle Alpi sudtirolesi verso la pianura padana. Il pomeriggio estivo era ancora molto afoso quando, lasciato il Sarca sulla sinistra, la strada si affacciò ad un lago di modesta ampiezza che occupava il fondovalle. Dallo specchio d'acqua si elevava, sopra una penisoletta rocciosa collegata alla strada da un'esile lingua di terra, un castello illuminato dal sole, ben conservato, munito di torre e di un edificio residenziale a quattro piani; alle sue spalle si ergevano ripidissimi bastioni rocciosi, brulli o coperti da rada vegetazione sempreverde ...
 
dal giardino si elevavano, cupo ornamento, una dozzina di cipressi dal colore verde-nero ...

Sono passati 157 anni da quando von Scheffen scriveva quel diario, ma ancora oggi questo lago e questo castello si presentano così in tutto il loro splendore, in un'atmosfera tra il magico e il romantico.
Anche ieri il pomeriggio era molto afoso, il sole splendeva sul castello, nessun calessino, ma una moltitudine di auto sfrecciano su quel tratto di strada. Il contrasto è forte tra le tranquille acque del lago e quella rumorosa striscia di asfalto, ma rimane pur sempre uno dei castelli più belli di tutto il mio Trentino.
Solo il tempo di scattare qualche foto perchè la Valle del Sarca e gli amici ci aspettano, ma questa è un'altra storia.
A presto
Angela

sabato 14 luglio 2012

Anna e Fedro sono qui!



Mercoledì mattina accendo il PC,
un messaggio su Fb mi mette nel panico:
"Possiamo far tappa da te domani?".
Aiuto che dico, che faccio,
dove trovo adesso all'ultimo momento degli erre4isti?
Non importa, la mia risposta è: "Siiiiiiiii!!!".
Sono già agitata al lavoro,
devo sbrigarmi, chissà a che ora arrivano,
hanno 230 km da fare,
alle 15.00 la fatidica telefonata:
"siamo arrivati!".
Io sono ancora al lavoro, finisco alle 15.30,
poi mezz'ora di strada per tornare a casa.
Aiuto Aiuto Aiuto.
15.30, timbro e parto come una scheggia.
Arrivata a Vittorio Veneto scruto lungo il percorso se intravedo Lola,
subito dopo i giardini,
in pieno centro, parcheggiata lungo Viale della Vittoria,
all'ombra dei platani,
eccola, la vedo, è lei,
la mitica Lola.
Inchiodo all'istante
(per fortuna dietro non avevo nessuno, le mie solite manovre da svanita),
ma bordo nessuno,
mi guardo intorno e vedo i miei due eroi,
Fedro e Anna comodamente seduti al bar,
inversione, parcheggio selvaggio sulle strisce pedonali,
robe da ritiro patente, vero vigilessa?
Non importa, li ho beccati.
Sono felicissima ed un pò emozionata.
Partiamo verso casa mia.
Dopo aver riflettuto sul da farsi.
Si parte insieme alla ricerca delle mitiche R4,
Prima tappa Il Treno di Bogotà,



la splendida libreria per ragazzi a Serravalle,
senza esagerare la più bella del triveneto,
entro chiedo a Raffaele dov'è la sua Lola,
risposta a casa,
noooooo, partiamo male.
Parcheggiamo Tommaso e Fedro in libreria,
con loro grande gioia,
dopo un primo approccio timido
sono già in sintonia.
Io e Anna partiamo, direzione Pizzeria da Caio .....chiusa,
ma la sua Lola è pargheggiata fuori,
ma che fortuna.
Dopo una decina di minuti,
arriva una moto,
parcheggia e : "Vi serve qualcosa?"
Una foto con la sua Renault F4 e Caio è d'obbligo.


Andiamo a recuperare Tommy e Fedro alla libreria,
Raffaele e Vera fanno un gradito omaggio al Team Lola,
un favoloso libro che tutti gli erre4isti dovrebbero possedere
 "L'ultima spiaggia" di J.Patrick Lewis
illustrato da Roberto Innocenti




ve ne riporto uno stralcio di seguito,
perchè l'acquisto è d'obbligo

"Un pigro, grigio pomeriggio,
mentre annoiato ciondolavo qua e là,
la mia immaginazione,
seccata di non essere presa sul serio,
si prese una vacanza
e non tornò mai più.
Avevo perso quello che il poeta
Wordsworth chiamava il mio "Occhio interiore".

Perso, o semplicemente lasciato chissà dove,
da qualche parte in giro per il mondo.
Che ne sarebbe stato di me, un artista?
Come avrei potuto continuare a lavorare,
a dipingere, a vivere?
Provai ad appigliarmi ai miei pochi ricordi,
ma non erano abbastanza.  

I ricordi sono un vecchio cappello, amico mio,
l'immaginazione è un paio di scarpe nuove.
E se hai perso le scarpe,

cos'altr puoi fare se non andare a cercarle?"

"L'ultima spiaggia"
J. Patrick Lewis
Illustrato da Roberto Innocenti
(La Margherita Edizioni)


ci accordiamo con Raffaele per incontrarlo con la sua Lola il mattino dopo,
in Piazza Roma a Cison di Valmarino, dove vive,
e andiamo verso casa.

Arrivati inizio un giro di telefonate,
alla fine riesco a contattare Lucia,
ci diamo appuntamento dopo 15 minuti ad un distriburore.



Ok un'altra Lola l'abbiamo beccata.

Anna riceve una telefonata,
è Ciano con la moglie stanno arrivando da Vedelago,
che non è proprio dietro l'angolo,
ci separano 70 km,
ma è già a metà strada.

La loro Renault F4 è splendida,
è appartenuta a Morassutti Ferramenta di Padova,
serviva per fare le consegne.


Se fosse mia la trasformerei in un camperino, è un gioiellino.
Sul sedile posteriore c'è la cuccia di Zoe,
Lucky quando la vede perde la testa,
è amore a prima vista, ma lei non lo fila di striscio.
Ormai sono quasi le 20.30, ordiniamo le pizze,
perchè si vede sui volti dei nostri eroi la stanchezza del lungo viaggio,
anche se Tommy e Fedro stanno continuando a giocare imperterriti
tra calcio e carte pokemon, l'intesa è perfetta.
Dopo la pizza passiamo all'anguria che ha portato Ciano
con grande gioia di Fedro che non aspettava altro.
Purtroppo il tempo passa in fretta,
Ciano e Family ripartono,
noi diamo la buona notte ad  Anna e Fedro,
e andiamo a casa nostra a dormire.
Durante la notte un grande temporale
fa dormire al fresco i nostri temerari,
dopo un mese di caldo torrido credo abbiano gradito.
Il mattino seguente alle 7.30 faccio uno squillo ad Anna,
sarò da voi tra 10 minuti,
ed uno al lavoro che arriverò in super ritardo,
arrivo davanti al cancello e mi accorgo di non avere il telecomando,
ma Fedro prontamente appena mi vede mi apre,
ormai si è ambientato,
peccato che debbano già ripartire.

Si parte verso la vallata delle Prealpi trevigiane,
ci aspetta Raffaele a Cison di Valmarino,


eccoli immortalati davanti al Municipio.
Purtroppo è ora di salutarci,
ognuno per la propria strada ... partiamo,
precedo Anna e Fedro per altri 7 km,
mi fermo davanti al mio ufficio,
un suono inconfondibile,
il clacson della Lola,
mi saluta,
il loro Tour deve continuare,
Trento li aspetta.

Devo ringraziare infinitamente Anna e Fedro per essere passati a trovarci,
e tutti quelli che ho coinvolto all'ultimo momento.
Noi vi aspettiamo a braccia aperte,
al prossimo Tour...  avventurieri.
Queste sono le vacanze che io invidio,
altro che Club Med.

Un abbraccio
Angela

PS: Tommy vuole la rivincita a carte,
Fedro devi tornare. Baci.

Se siete arrivati fin qui,
in questo lunghissimo post
adesso passate da Anna e Fedro

http://www.renault4.it/web/index.php?option=com_content&view=article&id=262:anna-e-fedro-in-tour&catid=60:manifestazioni-e-iniziative&Itemid=192

per ammirare l'avventura al completo.

Le foto sono tutte di Anna. Grazie

Ho trovato il mio albero

Il Faggio. Veniva considerato con grande rispetto un tramite tra gli uomini e gli dèi, circondato da aura divina, e Macrobio riferisce che...